CONTARDO FERRINI - BEATO

11.02.2015 20:45

FERRINI, Contardo

Nato a Milano nel 1859, dopo una vita, seppur breve, dedicata a studi, ricerca in materia di Diritto ed insegnamento universitario, morì a Suna nel 1902, dopo essersi ammalato di tifo per aver bevuto dell'acqua ad un ruscello durante un'escursione al Pizzo San Martino in Valle Anzasca.
Fu Contardo Ferrini un grande amante della natura ed entusiasta e forte alpinista, passione stimolata fin dalla tenera età dal padre, nelle cui vene scorreva sangue svizzero, che a Suna aveva acquistato casa e costituito tra i villeggianti una specie di Club Alpino con il quale venivano effettuate frequenti escursioni nelle montagne vicine.
  

Convinto assertore che la pratica alpinistica ed il sentimento della natura"preziosa dote delle anime privilegiate",  fossero fondamentali come scuola di vita e come strumenti di elevazione dello spirito, scriveva: "Povera adolescenza che cresce rattrappita, misera di corpo e di spirito, senza idee e senza coraggio, che non conosce altro passeggio che il corso, altri orizzonti che quelli del balcone, altri spettacoli di natura che quelli letti sui libri! Povera gioventù senza coscienza e senza dignità, che s'occupa di mode, di romanzi, di teatri e di gale e non s'è ancora perigliata sul ciglio d'un abisso, non ha peranco toccata la cima nevosa d'un monte!  .......  Felici coloro che sono chiamati a questa scuola robusta ed efficace! Datemi quel ragazzo che cresce aderente, come l'edera, alle vesti materne, privo di individualità e di iniziativa, pieno di codarde paure per diventare un più codardo libertino, datemi quel ragazzo, ch'io lo conduca per le Alpi nostre. Impari a vincere in quegli ostacoli di natura le future difficoltà della vita; impari a gioire al sole nascente contemplato da uno sperone di monte, al sole cadente che incendia i vasti ghiacciai, al chiarore di luna che scherza nella valle deserta. Colga il fiore che cresce al limite delle nevi perpetue ed esulti di tanto riso di cielo fra gli orrori del monte! Quel ragazzo tornerà fattosi uomo, e la sua coscienza morale non ne avrà scapitato."
Straordinaria è l'attualità di cui queste poche righe, che fanno meditare su tematiche dei giorni nostri.
Le ascensioni del Ferrini, fatte da solo o in compagnia di qualche amico, spaziavano dai

 

ghiacciai del Monte Rosa e dalla Punta Gnifetti  alle Alpi svizzere, dai Corni di Nibbio al Pedum, al Togano, al Tignolino, al Monte Leone, al Breithorn, al Pizzo d'Antigine, al Bottarello, all'Andolla, alla Weissmies, alla Jungfrau, a tante altre vette ancor oggi di importante rilevanza alpinistica. Tra i suoi compagni di escursioni  va citato Achille Ratti, poi Papa Pio XI, alpinista e protagonista della prima traversata del Rosa.
Alla guida di comitive, mansione per la quale era molto richiesto, poiché oltre ad essere esperto delle vie era anche preparato conoscitore dei luoghi sia sotto l'aspetto storico che naturalistico, lo si vedeva di frequente sulle nostre cime più vicine Marona e Zeda che raggiungeva pernottando al rifugio alpino del Pian Cavallone, edificato dalla sezione CAI Verbano negli anni 1882 - 1883.
Contardo Ferrini ora riposa nella cripta della cappella dell'Università Cattolica di Milano, il  suo cuore è  custodito nella Chiesa di Santa Lucia a Suna. Fu proclamato Beato da Pio XII nel 1947.

Parti tratte da "La vita di Contardo Ferrini"

Enciclopedia Italiana - II Appendice (1948)

FERRINI, Contardo (XV, p. 65). - Giurista, beatificato il 14 aprile 1947.

Bibl.: Scritti in onore di C.F., pubblicati in occasione della sua beatificazione I, Milano 1947; Osservatore Romano, del 14 aprile 1947.

Contardo Ferrini, OFS (Milano4 aprile 1859 – Verbania17 ottobre 1902) è stato un accademico e giurista italiano. È venerato come beato dalla Chiesa cattolica.

Biografia[

Divenne uno dei più stimati cultori di diritto romano del suo tempo, la cui attività ha lasciato un'impronta anche sugli studi successivi. Fu professore in varie università, ma il suo nome è legato soprattutto all'Università di Pavia, dove si laureò nel1880. L'Almo Collegio Borromeo, di cui fu alunno e quindi docente dal 1894 alla morte, conserva ancora la sua illustre memoria

Frequentò due anni di perfezionamento a Berlino, poi tornò in Italia, insegnò diritto romano all'Università di Messina ed ebbe come collega Vittorio Emanuele Orlando. Fu preside della Facoltà giuridica di Modena.

In un'epoca in cui i docenti universitari erano perlopiù anticlericali, Contardo Ferrini fu legato alla Chiesa cattolica, esprimendo una sentita religiosità interiore e una aperta manifestazione del pensiero e delle opere caritative, segnando una svolta verso un Cristianesimo attento alle esigenze degli umili. Fu confratello dellaConferenza di San Vincenzo e fu anche eletto consigliere comunale a Milano dal1895 al 1898.

L'Università Cattolica del Sacro Cuore di padre Agostino Gemelli considerò Contardo Ferrini un suo precursore e un maestro a cui ispirarsi. Sotto questa spinta, in epoche restie alla canonizzazione, nel 1947 fu proclamato beato da papa Pio XII.

Fu sepolto a Suna, poi il suo corpo fu traslato nella Cappella dell'Università Cattolica di Milano: fu riportato a Suna il cuore, dopo la beatificazione.

Tra le sue opere fondamentali, gli studi sulla Parafrasi greca delle Istituzioni di Teofilo.

A lui è stata dedicata la Scuola elementare statale "Contardo Ferrini" a Roma, locata in Via di Villa Chigi.

Fonti

·         La Domenica del Corriere, anno 49 - N.14, 6 aprile 1947

·         "Il Beato Contardo Ferrini - Il rigore della ricerca, il coraggio della fede", Marco Invernizzi, 2002, Ed.Piemme, 157 pp.

·         "La vita del Prof.Contardo Ferrini", Carlo Pellegrini,1928,SEI,Torino (principale biografia del Beato)

·         "Contardo Ferrini" - Ritratto del Ferrini in antiporta, -  Libreria Editrice Fiorentina -  Firenze -  1931 -  In 8° - pp. 192 -  Camillo Corsanego

Fu uno dei giuristi più apprezzati e uno dei maggiori romanisti del suo tempo. Notevole fu la sua      produzione scientifica, specie nell’ambito della storia del diritto romano e nella ricerca delle fonti.  Uomo di profonda religiosità e sensibilità, si segnalò per numerose opere caritative a favore degli  “ultimi“, anzi, nonostante la sua posizione sociale, afferma coraggiosamente il suo impegno nella  Chiesa.

 Nasce a Milano il 4 aprile 1859; il padre, docente di fisica al Politecnico, la madre  religiosissima, sorella dell’abate Bucellati professore di diritto penale, si dimostrano genitori ideali per un avvio cattolico in tutto e per tutto. La famiglia è agiata, colta e pratica assiduamente la vita cristiana. L’educazione di Contardo inizia presso il collegio delle Orsoline di S. Ambrogio; dopo la licenza liceale nel 1876, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza in Pavia, allievo interno del prestigioso collegio Borromeo; ottiene una laurea brillantissima nel 1880. Perfeziona per un biennio a Berlino gli studi sul diritto romano, vincendo una borsa di studio della Cassa di Risparmio.
Nel 1883, ad appena 24 anni, è docente a Pavia; la sua carriera di cattedratico si svolgerà successivamente a Messina, Modena e infine, nel ’94, ancora a Pavia. Il professor Ferrini continuerà però a risiedere a Milano. Preferirà rimanere celibe, nonostante coltivi un elevato concetto del matrimonio come sacramento e come istituto indispensabile nella società civile.
In campo scientifico importantissimi e ancora oggi molto conosciuti sono i suoi scritti; in particolare il suo trattato sul diritto penale romano rimarrà per allievi e studiosi testo fondamentale. Si occupa inoltre abbastanza attivamente della vita sociale e politica: è consigliere comunale di Milano dal 1895 al 1899. Anche in questo incarico Contardo esprime l’equilibrio e la prudenza propria di un saggio amministratore e di un cattolico completo: sua preoccupazione è di difendere, per quanto possibile, l’insegnamento della religione nelle scuole primarie. Ritornato aPavia si iscrive alla Conferenza di San Vincenzo locale dove ricopre l’incarico di vice presidente. Il professore manifesta il suo sapere con grande umiltà e ritrosia: negli studi spazia dal diritto alla filosofia, dalla glottologia alla letteratura italiana e straniera; in particolare è un appassionato ed esperto cultore del pensiero umanistico tedesco.
Nel tempo libero destina energie e attenzioni all’alpinismo che “sembrava avere l’ufficio di concorrere a integrare e a perfezionare il suo tipo morale“.
Attento alle amicizie, offre la propria disponibilità a chi può sintonizzarsi con lui. Ma tutto il suo essere è proteso a raggiungere la perfezione cristiana nella vita. Nei suoi scritti religiosi la sua anima si espande in un continuo contatto con Dio, che trasforma chi scrive e chi legge in un “miles Christi”, che lotta nel quotidiano per mantenere fisso il riferimento a Dio e alle sue leggi. Lettere agli amici, preghiere e opuscoli vari, trasmettono la sua capacità di elevarsi verso il Divino senza dimenticare il dovere professionale e umano.
Muore a 43 anni, colpito dal tifo, nella località di Suna (Novara), il 17 ottobre del 1902. Quando era ancora un giovane professore a Modena, quasi profeticamente aveva confidato a un amico: “Quanto a me, preferirei morire nella mia Suna. Se la morte mi cogliesse qui in Modena disturberei troppe persone, il rettore dell’università, i professori, le autorità dovrebbero scomodarsi in mille modi; a Suna mi accompagnerebbero all’ultima dimora soltanto gl’intimi, la gente del paese, i bambini, i poveri, quelli che soffrono, quelli che pregano, quelli che veramente giovano all’anima“.

La causa di beatificazione fu conclusa, sotto il pontificato di Pio XII, il 13 aprile 1947.